Social web con politici

Quando la popolarita’ diventa un business

Con tanti followers si possono avere bei contratti pubblicitari

Come si fa’ a contattare un Politico nel terzo millennio? Semplice basta andare su Twitter, Face Book o Linkedin dove potete trovate una miriade di parlamentari con i quali poter avere uno scambio di battute, ovvero dovrebbe essere cosi ma nella stragrande maggioranza dei casi nessuno vi rispondera’ perche’ oramai e’ risaputo che queste pagine sono per la pubblicita’ personale del soggetto in questione, ma anche per mettere in bella evidenza qualche spot di biscotti, merendine, viaggi e telefonia, ovviamente con relativo ritorno economico personale pagato dall’azienda in questione, ma vah! veramente?

Certo! Oggi la vendita di prodotti passa anche per i profili di questi signori molto visitati che hanno diversi followers, solo un fesso non lo capirebbe ma poi alla fine questi personaggi non si devono meravigliare se qualcuno li offende alla prima occasione, la gente oramai si e’ stancata di vedere persone in parlamento durante i dibattiti aprire il notebook e mettersi a fare altro per propri interessi ed e’ anche per questo che tanti non vanno piu’ a votare.

Per cui ecco che a questa visione di indisponenza non che di superficiale arroganza tipica di questi personaggi, fa’ si che un hacker si infila dentro ad un account Face Book e si diverte a lanciare messaggi erotici con due diversi profili escort inventati per il caso ad esponenti di diversi partiti, indirizzandoli poi su Whatsapp per un contatto diretto e vi possiamo assicurare che le risate sono state da teatrino Zelig come non potete immaginare, una sequenza cinematografica da inviare alle Iene.

Non facciamo i nomi ma vi diciamo che entrambi i personaggi interpellati sarebbero stati disposti ad arrivare fino a Milano partendo da Roma per incontrare una escort tanto il freccia rossa non lo pagano e ovviamente neanche l’aereo, per farsi un week end con relativo shopping in via Monte Napoleone con due signorine conosciute sul web e come e’ risaputo, i negozi alla moda ad alto livello non mancano di sicuro da queste parti.

Invece chi sta sulla seggiola piu’ alta del circolo parlamentare, stanca di attacchi con prese per il culo a fumetti, si e’ permessa di assumere personaggi che stanno tutto il giorno a guardare nel web se qualcuno parla male di lei o se qualcuno la deride, arrivando cosi a formare uno staff dedicato alla sua persona, alla faccia degli spechi, leggetevi questo articolo e ve ne renderete conto

Tutto cio’ unitamente agli insulti fra politici in diretta twitter, il pubblico esterno o meglio i normali cittadini non fanno altro che aumentare in modo esponenziale le visite ai loro profili e allora perche’ non approfittarne, per cui ecco che a queste persone postate sui social network, viene offerta una pubblicita’ mirata per qualsiasi tipologia commerciale, non ha importanza cosa, l’importante e’ che l’azienda interessata possa collocare i suoi marchi senza essere disturbata da altri concorrenti e se ci fate caso quelle piu’ in evidenza sono rappresentate dai gestori di telefonia, case farmaceutiche, auto e alimentari di largo consumo, un business dedicato per chi gode di buona visibilita’ sui social e altrettanto ben pagato, tanto nessuno vi dira’ mai la verita’ in merito a quanto riportato, l’America insegna che le migliori campagne politiche sono quelle sponsorizzate.

Arrivati a questo punto, potremmo rimpiangere il parlamentare babbeo ripreso a sua insaputa dalle telecamere nel Parlamento intento a guardare i siti di escort, ve lo ricordate? Almeno quello usava l’ipad per fatti propri senza avere profili pubblici perche’ tanto a lui non interessava essere su twitter e avere 100.000 mila followers che potevano scassargli i coglioni un giorno si e l’altro pure, nessuno lo poteva contattare direttamente dal web, manco aveva una casella e-mail e manco sapeva cos’era, lui si guardava solo soletto le foto delle escort rappresentate, aspettando di contattarle in separata sede, senza per questo percepire nulla dalla pubblicita’, uno dei pochi a non aver capito che il business del terso millennio stava davanti ai suoi occhi.

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